Oscar Pistorius

Il 12 Settembre all’interno di una bellissima e lodevole iniziativa sportiva dedicata agli sport non appartenenti a categorie olimpiche ,” Italian Sporting Games”, si è svolto presso l’importante sala comunale Farnese un interessante convegno dal tema oggi più che mai al centro dell’attenzione di molti professionisti del settore salute,del settore sportivo e del settore sociale. Il tema dello sport Paralimpico e non solo,più precisamente , quanto lo sport possa essere oggi un mediatore per la salute e per l’inclusione sociale,e quanto lo sport sia diventato anche a titolo Paralimpico un importante polo di interesse da dove nascono “nuovi grandi atleti” da situazioni complesse e a volte molto difficili da affrontare ,soprattutto ponendo l’attenzione a quanto questo settore necessiti oggi di figure sempre più professionali e specialistiche per renderlo sempre più funzionale al benessere psicofisico di ogni individuo in ogni fascia di età.

Per questo si sono succeduti al tavolo del Convegno gli interventi di professionisti di aree diverse tra loro ma tutte complementari alla crescita del settore,ringraziando soprattutto i promotori principali dell’iniziativa che hanno permesso la realizzazione dello stesso : Mauro Fizzoni organizzatore “Italian Sporting Games” , Gianni Scotti presidente Cip Emilia Romagna,Dott.ssa Molino Sabrina Responsabile Nazionale Settore Sport Disabili Asi ,organizzatrice e moderatrice del Convegno,oltre ovviamente alla collaborazione del comune di Bologna. Ringraziamento ulteriore ai relatori che hanno prestato la loro esperienza e competenza alla condivisone e discussione al tavolo: Maria Teresa Grilli ,Loris Burgio,Letizia Grasso,Laura Rampini,Letizia Lelli.

Il corpo ,lo sport,la psicologia e le istituzioni

Spesso ci si domanda quanto la relazione tra mente e corpo sia forte,e soprattutto in che modo queste due fondamentali parti di noi stessi si influenzino reciprocamente e conseguentemente condizionino la nostra esistenza. L’O.M.S. definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo assenza di malattia” , questo ci permette di comprendere come sia fondamentale per ogni individuo raggiungere uno stato di integrazione e di equilibrio in queste diverse aeree. Attualmente stiamo assistendo ad un’ondata di vivo interesse per il corpo: si pensi al fiorire di palestre di ogni tipo, di centri di yoga, di massaggi, di scuole di terapia a mediazione corporea, a riviste di psicosomatica, e molto altro. Sono sorte abbastanza recentemente nuove discipline che si occupano del potere comunicativo del corpo, come la “prossemica” (relativa alla distanza-vicinanza tra gli individui, al calore, odore del corpo), alla “cinesica” (relativa al significato comunicativo dei vari gesti come l’alzata di spalle, le occhiate, i segni con la mano).

Al di là degli eccessi e distorsioni che portano ad un’esaltazione e strumentalizzazione del corpo umano, vediamo in questo interesse un segno positivo. Il corpo è infatti il primo “mezzo” attraverso cui il neonato, e prima ancora il feto, comunica con l’ambiente. Per questi ed altri motivi risulta fondamentale diventare consapevoli del corpo e del suo linguaggio per qualsiasi individuo.Infatti il nostro corpo ci parla attraverso il dolore, il piacere, ecc. e contemporaneamente manda una serie ininterrotta di messaggi verso il mondo esterno.

Il corpo si configura quindi come lo sfondo degli avvenimenti psichici e nell’esperienza comune si rileva una certa tendenza ad identificare le emozioni in base alle sensazioni fisiche ad esse correlate, sperimentando come logico uno stretto legame tra mente e corpo, all’interno dell’unità somato-psichica dell’uomo: ciò evidenzia la presenza di influenze reciproche lungo la direttrice corpo-emozioni.

La dott.ssa Molino apre il convegno introducendo il tema partendo proprio dalla sua esperienza personale prima da “sportiva agonista” per 15 anni ,poi come psicologa e dirigente sportiva , che le ha permesso di valutare quanto lo sport e quindi l’utilizzo continuo del corpo,abbia influenzato in maniera positiva questa relazione , sia durante il periodo dello sviluppo e sia in seguito nei confronti di eventi critici sperimentati nell’evolversi della sua storia personale come capita del resto nella storia personale di ogni persona. Lo sport, infatti, rappresenta un momento di crescita e di formazione della personalità e dei concetti di sé e di autostima. In questo processo l’attività sportiva svolge un ruolo importante nel momento in cui risulta un’esperienza che rispetta le fasi di sviluppo, i tempi di apprendimento e le capacità individuali. Il bambino sperimenta la cooperazione e il senso di efficacia, elementi che lo porteranno ad avere una crescente fiducia in se stesso. Inoltre si favoriscono il rispetto e l’introiezione di regole e comportamenti socialmente condivisi , l’integrazione con la famiglia, la scuola e il gruppo dei pari nel raggiungimento dello sviluppo globale e armonico della persona.

E’ importante anche l’aspetto della socializzazione, in quanto lo sport guida il comportamento del bambino nelle situazioni di imitazione, collaborazione e competizione. La naturale conseguenza sarà lo sviluppo ottimale della sfera psicologica intesa come maturità affettiva, formazione dell’Io, sviluppo dell’identità e stabilità emotiva.

E nella disabilità?cosa avviene?

L’intervento prosegue proponendo una frase di un allenatore di alto livello molto adatta ad introdurre cosa è oggi l’attività sportiva Paralimpica : “chiamano disabili atleti che fanno i 50 all’ora in bici, i 100 metri in 11”, saltano in alto 2 metri, corrono la maratona da non vedenti in 2h35’, lascio a voi valutare chi è il disabile nella vita comune” Ecco oggi il Paralimpismo nella società si può evidenziare in questo modo,in una sfida al “limite” che si tenta,se non di vincere, almeno di combattere,restituendo attraverso lo sport dignità,ruoli sociali e personali,senso di autoefficacia e autonomia,emozioni e soddisfazione personale. Questi concetti sono stati ben evidenziati negli interventi che hanno riguardato due discipline sportive quali l’ Arrampicata e la Danza , attività che stanno dimostrando sempre più la loro efficacia educativa e la loro importanza per lo sviluppo psico emotivo. L’arrampicata sportiva, proprio perchè prevede l’accompagnamento e l’affidabilità di un partner, la condivisione di esperienze in gruppo, l’apprendimento ed il perfezionamento di tecniche di coordinamento motorio, risulta essere terreno privilegiato per l’accrescimento dell’autonomia, dell’autostima e del rafforzamento psicofisico del soggetto coinvolto.

E questi obiettivi fanno sempre parte dei percorsi formativi dei soggetti con disabilità,proprio per questo la loro proposizione in ambito Paralimpico, risulta quanto mai sinergica ai progetti individualizzati dei percorsi riabilitativi,ma non solo li’ , infatti l’arrampicata risulta essere una alta fonte di percezione di Sè e delle proprie capacità individuali. Con lo stessa efficacia risulta essere la danza sportiva,anche se attraverso un utilizzo del corpo totalmente differente e con l’ausilio di un’ulteriore mediatore terapeutico quale è la musica.

Più precisamente strumento della danza è il “corpo attraverso la musica”. La danza è un’esperienza creativa in cui si guida il corpo e, nel contempo, ci si lascia guidare da esso. La musica è parte integrante ed è essa stessa processo creativo: è una forma di comunicazione globale che suggerisce a coloro che ascoltano di lasciarsi andare, attivando, tra i partner danzanti, un interscambio continuo tra linguaggio emozionale e corpo. Ed è qui che la disabilità diventa una nuova linea guida creativa che incoraggia l’espressione artistica personale. L’attività svolta si propone anche qui di accrescere l’autostima e i processi di integrazione della persona disabile. La danza sportiva, infatti , sviluppandosi attraverso un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti, si orienta principalmente sulla fiducia, l’equilibrio e il miglioramento della capacità di relazione e della percezione del sé.

In questo quadro di proposte ed esperienze sul valore dello sport come mediatore terapeutico , creatore di autoefficacia e senso del Sè,si è inserito il racconto di Laura Rampini,prima paracadutista disabile al mondo che ha portato la sua energia,la sua forza e la sua determinazione nel raggiungere i suoi sogni più grandi. All’interno del convegno si è potuto anche porre attenzione alle problematiche esistenti in ambito scuola ed università ,dove il lavoro da svolgere è ancora tanto prima in ambito di integrazione in senso più ampio,poi nello specifico riguardo la disabilità e ancor di più nella promozione dello sport Paralimpico,

Si sono evidenziati gli sforzi degli enti di promozione sportiva,del Cip e del Coni,nell’attivare corsi di attività motoria e Paralimpica all’interno delle diverse istituzioni sia pubbliche che private,evidenziando anche le difficoltà che ancora permangono in maniera netta,che oltre a quelle ovvie di tipo economiche si concretizzano in problematiche logistiche,strutturali e politiche. Non ultimo esiste anche una lacuna in ambito formativo,che proprio l’istituzione universitaria stessa evidenzia,ma che sottolinea anche l’importanza di elevare ad un livello qualitativo maggiore le competenze del settore in tutte le figure professionali coinvolte nell’attività sportiva,psico educativa e psico riabilitativa. La conclusione del Convegno ha raccolto nell’intervento della Dott.ssa Molino,psicologa clinica e dello sport,tutte le evidenze,le esperienze e riflessioni che si sono sviluppate negli interventi dei relatori,ponendo poi l’attenzione in particolare sull’importanza dello sport non solo come terapia,non solo come contenitore sociale e promotore di nuove identità di atleta professionista, non solo come educatore per il fisico e per la mente , ma bensì anche per iniziare a guardare allo sport come la migliore “medicina” moderna e miglior “vaccino” in età evolutiva.

Lo sport è il miglior mezzo che possiamo utilizzare in ambito di ” prevenzione” , perché essere un atleta ,un amatore o un semplice appassionato permette di avere dentro di sè il miglior mezzo di “auto-guarigione” possibile.

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