denti bianchi ceramica naturali

Abbiamo ricevuto molte domande dai nostri lettori sul suo articolo apparso sullo scorso numero di “In Forma Salute”. La maggior parte di loro desideravano chiarimenti sulla ceramica integrale e le ricostruzioni minimamente invasive. Ci può dire qualcosa di più a questo riguardo?

Certo. Per restauri protesici in ceramica integrale s’intendono restauri, intarsi, faccette, ponti, corone anteriori e posteriori, in cui la ceramica dentale viene usata senza un supporto metallico al suo interno, metal free per gli autori anglosassoni.

Per capire bene il concetto, perché di concetto e non di sola tecnica si tratta, penso sia meglio partire parlando un poco della storia della ceramica in odontoiatria. La ceramica è stata utilizzata fin dall’inizio del 1700, come possiamo vedere nella foto (1), una protesi rimovibile superiore, una dentiera, fotografata su una superficie specchiata, con denti in ceramica fissati con un perno metallico ad una base di osso o avorio. Per oltre 200 anni questo è stato l’unico modo che i dentisti hanno avuto per utilizzare la ceramica .Infatti una delle sue caratteristiche fisiche è di essere molto resistente alla compressione ma non alla flessione, per cui, se messa sotto carico, il carico masticatorio per esempio, resiste molto bene se sostenuta da una sottostruttura, ma si frattura se non sostenuta. Solo nella prima metà degli anni sessanta è stato possibile costruire corone, per ricoprire denti, o ponti, per sostituire denti mancanti, in ceramica utilizzando sottostrutture in leghe metalliche preziose come sostegno: in pratica la ceramica veniva applicata, per ricreare la parte estetica e funzionale, a ricopertura di una travata metallica che fungeva da supporto meccanico.

Questo, se ho capito bene, è stato l’unico tipo di protesi con ceramica utilizzato per molti decenni. Che cosa è cambiato allora? Perché si è avvertita la necessità di un cambiamento? Perché la ceramica integrale?

Il primo stimolo al cambiamento è stato cosmetico: il supporto metallico che sosteneva la ceramica non permetteva al dente protesico di avere la traslucenza propria del dente naturale, il bordo metallico si rendeva prima o poi visibile vicino alla gengiva; in pratica il ponte o la corona erano più opachi del dovuto e il bordo metallico dava da subito alla gengiva un aspetto più scuro. Così nella seconda metà degli anni 80 le ditte produttrici hanno cominciato la ricerca, seguita dalla produzione, di ceramiche sempre più resistenti per potere eliminare la struttura metallica di sostegno, arrivando, nei primissimi anni 2000, all’introduzione di una ceramica particolare, un ossido metallico, che permette di sostituire il metallo anche là dove manca uno o più denti. Questa ceramica si chiama zirconia ed è la stessa, che tutti conoscono, con cui è possibile costruire, fra l’altro, anche coltelli da cucina.

Mi è sembrato però di capire che non ci sia solamente un vantaggio cosmetico con la ceramica integrale, vero?

Esatto, ha capito perfettamente. La ceramica integrale può a differenza del metallo, essere cementata adesivamente al dente: letteralmente “incollata”. È questo che fa la differenza e che rende possibile raggiungere alcuni traguardi estremamente importanti da un punto di vista funzionale e biologico. Il primo e più importante è che il dente può essere preparato, limato, molto meno della norma, grazie, appunto, alla cementazione adesiva. Il risparmio di tessuto dentale sano è molto grande e di conseguenza, la necessità di devitalizzare i denti da trattare diviene molto rara. Risultato, risparmio di sostanza vitale e mantenimento della vitalità del dente. Il secondo consistenella possibilità di eseguire preparazioni parziali del dente, senza doverlo ridurre su tutta la sua superficie: basti pensare alle faccette nelle zone estetiche e agli intarsi sui denti posteriori. La cementazione adesiva, inoltre, sigilla al meglio lo spazio esistente fra ceramica e tessuto dentale, rendendo molto più difficile l’infiltrazione cariosa che tutt’ora costituisce la prima causa d’insuccesso nelle protesi fisse in metallo-ceramica. Un terzo traguardo riguarda la ceramica usata in odontoiatria che si rivela un materiale assolutamente inerte con il massimo della tolleranza biologica.Il risultato estetico poi che si può raggiungere è davvero impressionante: la grande traslucenza della ceramica senza metallo, la sua capacità mimetica con i tessuti dentali e gengivali e la capacità di mostrarsi, alla vista, come un tessuto dentale, la rendono oggi la punta di diamante della cosmesi in odontoiatria. Per ultimo, ma non meno importante per le taschedei pazienti, l’utilizzo di metodiche CAD CAM di lavorazione, progettazione e costruzione guidate dal computer, permettedi abbassare notevolmente i costi senza rinunciare ad un’ottima qualità.

Quindi non solo il paziente ma anche il professionista si sente molto tranquillo nell’utilizzo della ceramica integrale?

Sì. Il professionista si sente tranquillo perché sa di potere effettuare un restauro dentale e protesico soddisfacendo al meglio le necessità del paziente. Ma attenzione! A due condizioni: affidarsi ad un ottimo laboratorio odontotecnico per la costruzione di questi manufatti e utilizzare assolutamente una tecnica adesiva di cementazione.

 

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