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Dottoressa Rosati, è possibile prevenire uno dei maggiori pericoli per la nostra bocca, vale a dire la carie?

La risposta è positiva: certo che si può. Anzi, bisogna impegnarsi molto in questo, visto che, purtroppo, non esiste ancora un vaccino contro i batteri che la provocano. È molto importante perciò non andare dal dentista solo quando si ha male: a quel punto potrebbe essere già troppo tardi.

Il dolore quindi non è mai un buon segnale…

Proprio così. Il dolore sta ad indicare che la polpa è già stata interessata ed il dente, molto spesso, è da devitalizzare.

Quindi per non arrivare a questo punto, come dobbiamo comportarci?

Le visite periodiche sono il mezzo migliore per intercettare le carie ed evitare così di trovarsi con situazioni di distruzione del tessuto dentale gia avanzate .

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Sarà l’odontoiatra in base alla cariorecettività del paziente,a consigliare la frequenza dei richiami.

Ma perchè un dente si caria? E che cos’è la carie?

La carie non è solamente una cavità o una macchia scura sul dente, ma è un attacco continuo ed attivo da parte dei batteri cariogeni, prima fra tutti lo Streptococco mutans. È una delle malattie infettive più diffuse a livello mondiale. Alla nascita il cavo orale del bambino è praticamente sterile: viene colonizzato attraverso la saliva degli adulti che lo accudiscono. Quindi la carie é una vera e propria malattia infettiva che non si arresta da sola, ma diventa via via sempre più grave fino all’estrema conseguenza: la perdita del dente.

È una malattia molto diffusa nella popolazione?

Molto più di quel che si crede. Basti pensare che è l’infezione cronica più comune in età pediatrica, addirittura cinque volte più comune della febbre! Colpisce i bambini di tutte le fasce di età. Le cito solo un dato: in Italia circa il 62% dei bambini di 12 anni è affetto da carie. Ci sono vari fattori che interagiscono con i batteri nel causare questa malattia. Fattori alimentari: una dieta troppo ricca di carboidrati e zuccheri semplici fornisce un ottimo substrato per i batteri acidogeni, cioè quelli che cominciano per primi a demineralizzare il dente. Fattori igienici: scarso o assente uso dello spazzolino e del filo interdentale. Lo scarso uso di questi preziosi strumenti fa sì che sulle superfici dentali rimangano attaccati i batteri e che si formi la placca. Fattori predisponenti: ereditarietà, età, sesso, momenti particolari della vita (gravidanza, allattamento, adolescenza). Incidono anche alcune malattie croniche e il calo delle difese immunitarie. Infine ci sono anche fattori genetici: forse non tutti sanno che la carie è più o meno favorita anche dal tipo e dalla quantità di saliva del singolo individuo. Insomma, come abbiamo appena visto, ci sono davvero tanti fattori che la possono favorire. Quelle sopra citate sono le principali variabili che contribuiscono a rendere più debole il dente ed aumentare purtroppo il rischio carie.

Ci sono strumenti nuovi che l’odontoiatra può usare, oltre alla sua esperienza, per “scoprire” la carie quando è ancora asintomatica ed invisibile?

Sì, se parliamo di prevenzione per fortuna, le buone notizie non mancano. Anche nel campo dell’odontoiatria è molto importante sfruttare al massimo le nuove tecnologie. Grazie a una serie di dispositivi, anche di ultima generazione, l‘odontoiatra è in grado di intercettare le lesioni e quindi i problemi con molta tempestività. Addirittura prima ancora che diventino visibili a occhio nudo. Il primo e decisivo aiuto viene dall’uso dei sistemi di ingrandimento, i cosiddetti “occhialini” che il dentista usa sempre durante la visita di controllo: i denti risultano ingranditi dalle 3 alle 4 volte; questi apparentemente semplici strumenti, già da soli aumentano notevolmente la possibilità di una diagnosi precoce. Molto spesso poi è necessario fare anche della radiografie con le quali possiamo “vedere”laddove la nostra vista non può arrivare: vale a dire negli spazi tra dente e dente. Sono esami ai quali ci si può sottoporre in sicurezza. Oggi infatti grazie ai nuovi sistemi di radiologia digitale si possono eseguire radiogrammi esponendo i pazienti ad una minore quantità di radiazioni rispetto ai sistemi tradizionali.

In alcuni studi dentistici oggi si utilizza anche la telecamera intraorale. Di cosa si tratta?

Si tratta di un altro valido strumento peraiutarci nella cura della bocca e della carie in particolare. Con la telecamera intraorale si può fotografare e filmare l’interno della bocca del paziente e trasportare le immagini in tempo reale su un monitor o sul computer. Il poter vedere queste immagini a colori sullo schermo – pensate che i fotogrammi, e tutte le immagini possono essereingrandite addirittura fino a 40-50 volte- rende più facile la spiegazione della patologia ed agevola la comprensione della terapia consigliata. Per migliorare ulteriormente la nostra diagnosi, possono poi aiutarci anche i test salivari. Con questi siamo in grado di misurare il flusso, il tipo di saliva (PH salivare) e la quantità di batteri.

È vero che per diagnosticare e curare la carie si usa anche il raggio laser?

Eh sì, anche il laser ha fatto il suo ingresso negli i studi più attrezzati che oggi possono contare anche su sofisticate apparecchiature. Questi strumenti sfruttano le capacità del raggio laser che riesce ad attraversare il tessuto dentale mettendo in evidenza le aree colpite dalla carie (aree demineralizzate più scure).

Quindi, se abbiamo ben capito, il segreto è andare dal dentista anche se non si ha male! Dottoressa, quando deve iniziare il percorso di controlli periodici? A che età per esempio dobbiamo portare i nostri bambini alla loro prima visita?

Si consiglia una prima visita odontoiatrica dai 2 ai 3 anni quando il bambino ha terminato la dentizione da latte. In questa occasione è importante instaurare un rapporto tranquillo e di fiducia tra il dentista ed il piccolo paziente. In effetti, la prevenzione inizia ancora prima con la assunzione di Fluoro (FUOROPROFILASSI) consigliata dal compimentodel sesto mese fino ai tre anni di vita. Solo in età scolare (5-6 anni) in piena “dentizione mista”, il bambino potrà essere affidato ad un Igienista per iniziare l’iter di prevenzione professionale. Prima di questo momento, saranno i genitori a doversi occupare, sia con l’esempio, sia praticamente, dell’igiene quotidiana del bambino.

E arriviamo alla comparsa dei denti permanenti…

Verso i sei anni, a volte un pò prima nelle bambine, erompono i PRIMI MOLARI PERMANENTI. La superficie masticante di questi denti è particolarmente sensibile all’attacco dei batteri cariogeni, perchè non ancora perfettamente mineralizzata al momento dell’eruzione del dente. Per fortuna, da più di trent’anni, esiste la tecnica per proteggere questi denti: la SIGILLATURA DEI SOLCHI.

È un trattamento che può provocare qualche fastidio?

No, é completamente indolore e ha un grande vantaggio: chiude questi solchi con resina fluida proteggendo per vari anni il dente.

Rosati